Cosa è interpack, in due righe
interpack è la principale fiera mondiale per l’industria del confezionamento e dei processi correlati: copre l’intera catena del valore, dai materiali di imballaggio alle macchine per il packaging, fino alle tecnologie di processo per food, beverage, confectionery, bakery, farmaceutico, cosmetica e beni di largo consumo non-food e industriali. Si tiene a Düsseldorf con cadenza triennale fin dalla prima edizione del 1958. L’edizione 2026 (7-13 maggio) ha chiuso come edizione record per numero di espositori, con 2.804 aziende da 65 Paesi e circa 127.000 visitatori professionali da 161 Paesi, di cui circa il 75% dall’estero.
Numeri così grandi nascondono un fatto operativo semplice: a interpack quasi nessuna decisione di acquisto si chiude in stand. Una linea di confezionamento o una fornitura di materiali è una scelta tecnica e di budget che matura nelle settimane successive, tra confronti di capitolato, test e visite di approfondimento. Per questo conta meno il numero di contatti raccolti e molto di più la qualità con cui li registri e li riprendi: chi arriva al lunedì dopo la fiera con schede ordinate, qualificate e già nel CRM gioca con un vantaggio enorme su chi torna con un mazzo di biglietti da decifrare.
Cosa esporre, dove esporre
interpack occupa l’intero quartiere fieristico di Düsseldorf: i padiglioni permanenti 1-17 ospitano la fiera principale, mentre i padiglioni temporanei esterni 18a e 18b accolgono la satellite components - processes and packaging, dedicata a componenti e soluzioni di automazione (circa 100 aziende espositrici). La logica di layout segue la filiera: aree per i materiali e le tecnologie di imballaggio, aree per le macchine e l’automazione del confezionamento, aree per le tecnologie di processo destinate ai diversi mercati finali (food, pharma, cosmetica, beni di largo consumo).
Posiziona il tuo stand in coerenza con il punto della filiera in cui lavori e con il mercato finale che vuoi presidiare: un produttore di materiali ha senso vicino alla domanda food/non-food, un costruttore di macchine vicino al flusso di processo, un fornitore di componenti dovrebbe valutare seriamente la visibilità nei padiglioni 18a/b della satellite components. Consiglio pratico: con un quartiere così esteso, i visitatori pianificano percorsi tematici via planimetria e matchmaking. Definisci in anticipo le due o tre parole chiave con cui vuoi essere trovato a catalogo e in app, e assicurati che il tuo profilo espositore le contenga: gran parte del traffico mirato arriva da lì, non dal passaggio casuale.
Profilo del visitatore
interpack è una fiera di addetti ai lavori, fortemente internazionale: circa tre quarti dei visitatori arrivano dall’estero e una quota molto alta appartiene a top e middle management. È un pubblico che viene per decidere, non per curiosare. In termini pratici puoi aspettarti una composizione di questo tipo:
- Produttori e converter di imballaggi e materiali (circa 25-30%): cercano materiali, semilavorati e tecnologie per la trasformazione.
- Aziende food, beverage, confectionery e bakery (circa 20-25%): è lo zoccolo storico della domanda, orientato a linee di confezionamento e soluzioni di processo.
- Industria farmaceutica e cosmetica (circa 15-20%): pubblico esigente su tracciabilità, serializzazione e standard qualitativi.
- Beni di largo consumo non-food e beni industriali (circa 15%): packaging secondario, automazione, end-of-line.
- Funzioni tecniche e di acquisto trasversali a tutti i settori: responsabili produzione, packaging engineering, supply chain e buyer, spesso con potere decisionale o forte influenza sulla spesa.
La conseguenza operativa: gran parte di chi entra in stand ha un ruolo senior e poco tempo. La conversazione va dritta al caso d’uso, e va registrata mentre è ancora fresca, perché in una giornata da decine di contatti i dettagli si confondono in fretta.
Come prepararsi nelle 4 settimane prima dell’evento
Settimana -4: audit del messaggio
Rivedi cosa comunichi e a chi. Con un pubblico internazionale e multi-settore, un messaggio generico (“soluzioni di packaging”) si perde. Decidi i due o tre segmenti prioritari (es. pharma vs food vs converter) e prepara una frase di apertura diversa per ciascuno. Allinea il profilo espositore a catalogo e in app sulle stesse parole chiave: è da lì che arriva il traffico qualificato.
Settimana -3: playbook operativo dello stand
Definisci chi fa cosa in stand durante sette giorni: turni, ruoli (chi accoglie, chi qualifica, chi fa demo tecnica), e soprattutto un metodo univoco di registrazione dei contatti. Stabilisci che ogni conversazione utile finisce in una scheda strutturata, non su un biglietto. Questo è il momento per attivare uno strumento di cattura come Linkly e testarlo con tutto il team, così durante la fiera è già un automatismo.
Settimana -2: form di qualifica a 3 domande
Riduci la qualifica all’essenziale: tre domande che il personale può porre in modo naturale durante la conversazione. Per interpack funzionano bene, ad esempio: (1) ruolo/funzione e mercato finale (food, pharma, cosmetica, non-food); (2) cosa stanno cercando concretamente (materiale, macchina, componente, linea completa); (3) tempistica e fase del progetto (esplorazione, capitolato in corso, budget approvato). Tre risposte secche bastano a separare il buyer pronto dal semplice visitatore.
Settimana -1: integrazione con il CRM
Collega la cattura al CRM prima di partire, non dopo. L’obiettivo è che ogni contatto raccolto in stand atterri direttamente nel CRM con il tag dell’evento, le risposte di qualifica e una nota vocale dell’operatore che ricorda il contesto della conversazione. Fai una prova end-to-end con un contatto fittizio: scansione, qualifica, nota, arrivo nel CRM. Se il flusso regge in prova, regge anche nelle ore di punta.
L’app ufficiale interpack conviene?
Sì, e per la navigazione conviene usarla. L’app ufficiale di Messe Düsseldorf (iOS e Android) offre planimetria interattiva dei padiglioni, ricerca espositori e prodotti, lista preferiti sincronizzata con il portale, raccomandazioni personalizzate, biglietto in-app con QR code e le news della fiera; esiste anche un’app dedicata, interpack Matchmaking, per agganciare contatti rilevanti. Tutto questo è ottimo per orientarti e per farti trovare dai visitatori giusti.
Quello che l’app ufficiale non fa è gestire i tuoi lead come azienda. Non esporta i contatti nel tuo CRM, non li arricchisce con dati aziendali, non struttura la qualifica, non costruisce il follow-up e non ti restituisce un report ordinato per la direzione commerciale. È pensata per il visitatore, non per il tuo processo di vendita. Inoltre matchmaking e funzioni cambiano di edizione in edizione, quindi non è una base su cui costruire un metodo ripetibile. Per quello serve un sistema di cattura di proprietà: con Linkly scansioni il contatto, registri le risposte di qualifica e una nota vocale, e tutto arriva nel CRM già taggato per evento, pronto per essere arricchito e ripreso. È esattamente il pezzo che l’app non copre. Ecco come funziona Linkly.
Cosa fare durante i 7 giorni di fiera
Giorno 1 (giovedì)
Apertura e calibrazione. Il flusso parte robusto ma il primo giorno serve anche a tarare il metodo: verifica che la cattura funzioni, che le tre domande di qualifica scorrano naturali e che le schede arrivino nel CRM. Sistema subito eventuali attriti, perché li ripeterai per altri sei giorni.
Giorno 2 (venerdì)
Prima giornata piena. Il traffico è alto e arrivano molti professionisti tecnici. Tieni il ritmo sulla qualifica: meglio dieci schede complete che trenta nomi senza contesto. Inizia a far partire, già in serata, i primi follow-up a caldo sui contatti più qualificati.
Giorno 3 (sabato)
Giornata di traffico sostenuto, con presenze anche internazionali che concentrano la visita nel weekend. È spesso una delle giornate decisive: cura le demo tecniche e usa la nota vocale per fissare i dettagli delle conversazioni più promettenti.
Giorno 4 (domenica)
Punta di pubblico e di decisioni. In una fiera di sette giorni il cuore della settimana è quando si addensano i buyer con progetti reali. Concentra qui le persone più senior del team in stand e dai priorità assoluta alla qualità della registrazione: questi sono i contatti che vorrai ricontattare per primi.
Giorno 5 (lunedì)
Giornata business intensa, con il rientro dei profili strettamente professionali a inizio settimana. Ottima per gli appuntamenti fissati nei giorni precedenti e per riprendere i lead caldi del weekend con un secondo contatto in stand.
Giorno 6 (martedì)
Traffico ancora buono ma più mirato. Usa la giornata per chiudere le conversazioni aperte, confermare i prossimi passi (chiamata tecnica, invio capitolato, visita) e arricchire le schede dei contatti migliori finché il ricordo è fresco.
Giorno 7 (mercoledì)
Giornata di chiusura, traffico più basso ma spesso qualità alta: chi viene l’ultimo giorno spesso ha un motivo preciso. Dedica il tempo a finalizzare le schede, completare le note mancanti e verificare che ogni contatto sia nel CRM con tag e risposte di qualifica. Esci dalla fiera con il database già pronto, non con lavoro arretrato.
Cosa fare nei 7 giorni dopo la fiera
La regola è una sola: la velocità di risposta conta più della perfezione del messaggio. A interpack i buyer hanno visto centinaia di stand; chi richiama per primo, con un contesto credibile, parte avanti.
- Entro 24 ore: contatta i lead caldi (qualifica “budget approvato” o “capitolato in corso”) con un messaggio personalizzato che richiama la conversazione in stand. La nota vocale registrata ti permette di scrivere qualcosa di specifico, non un copia-incolla.
- Entro 7 giorni: lavora i lead tiepidi con materiale tecnico mirato al loro mercato finale (food, pharma, cosmetica, non-food) e proponi un passo concreto: una call tecnica, un campione, un sopralluogo.
- Entro 14 giorni: riprendi chi non ha risposto con un secondo tocco e arricchisci le schede con i dati aziendali mancanti per dare priorità ai contatti a maggior potenziale.
- Entro 30 giorni: tira le somme. Quali segmenti hanno convertito meglio? Quante schede sono diventate opportunità reali? È il dato che orienta la prossima edizione e che la direzione vuole vedere.
Questo flusso - cattura, arricchimento, qualifica, follow-up - è esattamente il percorso che Linkly automatizza con i suoi sei agenti AI: dal contatto grezzo raccolto in stand alla scheda arricchita e qualificata che atterra nel CRM pronta per essere ripresa. Niente sera passata a trascrivere biglietti, niente lead che si raffreddano in attesa.
FAQ pratiche
Quanto costa esporre a interpack?
Il costo dipende da metratura, padiglione e tipo di stand (modulo preallestito o spazio nudo da allestire). Per orientarsi, in una fiera internazionale di queste dimensioni a Düsseldorf un piccolo stand parte tipicamente dall’ordine delle decine di migliaia di euro tutto incluso (spazio, allestimento, servizi, logistica, personale), mentre presenze importanti salgono molto. Richiedi il listino ufficiale a Messe Düsseldorf e ragiona sempre sul costo per lead qualificato, non sul costo dello spazio: è quello il numero che dice se la fiera è andata bene.
Qual è il giorno migliore per presidiare lo stand con il team senior?
Il cuore della settimana, indicativamente la parte centrale dei sette giorni, è quando si concentrano i buyer con progetti concreti. Se devi scegliere dove mettere le persone più esperte e i decision maker, mettili lì. L’ultimo giorno ha meno traffico ma spesso qualità alta: tienilo presidiato bene.
Quando conviene registrare il biglietto di ingresso?
Online e in anticipo. Per i visitatori la registrazione anticipata sul portale interpack è la prassi e velocizza l’accesso; il biglietto vive nell’app con QR code. Come espositore, comunica ai tuoi inviti di registrarsi prima: riduce le code e aumenta la probabilità che chi vuoi vedere arrivi davvero in stand.
C’è un’alternativa alla raccolta di biglietti su carta?
Sì, ed è la cosa che fa la differenza più grande. Raccogliere biglietti e appunti sparsi significa perdere ore dopo la fiera e raffreddare i lead. Con un sistema di cattura digitale come Linkly registri contatto, risposte di qualifica e nota vocale in pochi secondi, e tutto finisce nel CRM taggato per evento. A parità di traffico, è la differenza tra un database pronto al lunedì e una settimana di trascrizioni.
L’app ufficiale basta per gestire i contatti raccolti?
No. L’app ufficiale e il matchmaking servono a navigare la fiera e a farti trovare, ma non esportano nel tuo CRM, non arricchiscono i dati, non strutturano la qualifica e non costruiscono il follow-up. Per il processo commerciale serve uno strumento di proprietà: vedi come funziona Linkly.
Pagina aggiornata in vista dell’edizione 2026. Per informazioni ufficiali su date, padiglioni e modalità di partecipazione consulta il sito ufficiale interpack.com.