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Guida operativa · Prossima edizione

BAU 2027
Monaco di Baviera.

Cinque giorni alla Messe München per la fiera leader mondiale dedicata ad architettura, materiali e sistemi costruttivi. BAU riunisce l'intera filiera dell'edilizia, dai materiali ai prodotti, dalle tecnologie d'impianto alle soluzioni digitali, davanti ad architetti, progettisti, imprese di costruzione e investitori. È l'appuntamento biennale che occupa tutti i 18 padiglioni del quartiere fieristico e dove la filiera europea delle costruzioni decide cosa specificare e cosa acquistare nei prossimi due anni.

Cosa è BAU, in due righe

BAU è la fiera leader mondiale per l’architettura, i materiali e i sistemi costruttivi: riunisce a Monaco l’intera filiera dell’edilizia, dai materiali e prodotti alle tecnologie d’impianto e alle soluzioni digitali, davanti ad architetti, progettisti, imprese di costruzione e investitori. È un evento biennale, che si tiene a gennaio negli anni dispari alla Messe München su circa 200.000 m² distribuiti in 18 padiglioni. Nell’edizione 2025 ha raccolto 2.230 espositori da 58 Paesi (52% esteri) e oltre 180.000 visitatori (44% esteri): non è una fiera di settore, è il punto in cui la filiera europea delle costruzioni viene a vedere chi specifica cosa.

Proprio per questa scala, la cosa che molti espositori sottovalutano è che le decisioni d’acquisto vere non si chiudono allo stand. Nell’edilizia il ciclo è lungo: l’architetto valuta una specifica per un capitolato, l’impresa confronta i fornitori per una commessa, il rivenditore decide quali linee mettere a listino. Tutto questo matura nelle settimane successive a BAU, quando il prospect torna in studio o in cantiere, riprende i materiali raccolti e apre la valutazione interna. Chi gestisce male i lead nei giorni e nelle settimane dopo Monaco perde esattamente lì la pipeline che ha pagato carissimo per generare. La presenza in fiera è il 30% del lavoro; il restante 70% è cosa succede ai contatti dopo.

Cosa esporre, dove esporre

BAU distribuisce l’intera filiera dell’edilizia sui 18 padiglioni della Messe München con una logica per categoria merceologica e per fase costruttiva, articolata in oltre 30 settori espositivi. Le grandi aree tematiche includono:

  • Materiali da costruzione (massivi, isolanti, sistemi a secco)
  • Vetro e sistemi vetrati per l’involucro
  • Legno e costruzioni in legno, costruzione modulare e prefabbricata
  • Pietra naturale e piastrelle, ceramica e superfici
  • Porte e finestre, facciate e coperture
  • Chimica edilizia (adesivi, malte, sigillanti, impermeabilizzanti)
  • Energia e tecnologia dell’edificio, impiantistica, illuminazione
  • Soluzioni digitali (BIM, AI, software di progettazione e gestione cantiere)
  • Utensili e DPI, oltre a un innovation hub dedicato alle startup

Il consiglio pratico di posizionamento: scegliete il padiglione in base a chi cercate, non solo a cosa siete. Un produttore di sistemi per facciate intercetta gli architetti se sta nell’area involucro/facciate, ma raggiunge anche i progettisti dell’energia se è vicino all’area tecnologia dell’edificio. Studiate la planimetria e i flussi prima di firmare lo spazio: su 18 padiglioni la distanza tra due hall è un problema logistico reale per il visitatore, e la collocazione decide quanti dei profili giusti vi passano davanti. Se vendete soluzioni digitali o sistemi innovativi, valutate la vicinanza all’innovation hub: a BAU è uno dei poli che attrae il pubblico più orientato al futuro del costruire.

Profilo del visitatore

Il visitatore di BAU è professionale, fortemente decisore o prescrittore, e con un asse internazionale reale. Nel 2025 la platea contava oltre 180.000 visitatori con una quota estera del 44%: baricentro saldo sulla Germania e sull’area DACH, ma con un bacino europeo e globale concreto. La composizione tipica del pubblico di una fiera dell’edilizia di questa scala:

  • Architetti e progettisti, il cuore prescrittivo del pubblico (circa 25-30%): non comprano sempre direttamente, ma decidono cosa finisce a capitolato, quindi pesano enormemente sul medio periodo
  • Imprese di costruzione e artigiani edili, una quota molto rilevante (circa 25%): valutano fornitori, sistemi e prodotti per commesse concrete, spesso con tempi d’acquisto più rapidi
  • Investitori e sviluppatori immobiliari (circa 10-15%): girano la fiera per visione strategica, sostenibilità ed efficienza dell’asset
  • Rivenditori e distributori di materiali edili, tipici e ad alto valore: cercano linee da mettere a listino e accordi di rappresentanza
  • Ingegneri e specialisti di impiantistica/tecnologie dell’edificio: il pubblico che riempie le aree energia, impianti e digitale
  • Pubblica amministrazione e committenti del settore pubblico: quota minoritaria ma con potere di spesa elevato su grandi opere

La seniority media è alta e i ruoli sono prescrittivi o decisionali. È la ragione per cui il rischio a BAU non è la scarsità di contatti, ma il contrario: in cinque giorni a questa densità si parla con centinaia di persone e, senza un sistema di cattura strutturato, se ne ricorda una frazione. E quando il visitatore è un architetto che prescrive, sapere se decide, prescrive o solo esplora vale più del numero di scansioni.

Come prepararsi nelle 4 settimane prima dell’evento

Settimana -4 → Audit della messaggistica

Verificate che la vostra value proposition risponda alle tre domande che ogni architetto, impresa o buyer fa entro i primi 30 secondi allo stand:

  1. Cosa fate, in una frase (es. “sistemi di facciata ventilata in fibrocemento, certificati per edifici a energia quasi zero”)
  2. Per chi, segmento ICP preciso (es. “progettisti e imprese su residenziale multipiano e riqualificazione”)
  3. Cosa cambia, beneficio misurabile (prestazione termica, tempi di posa, costo a metro quadro, certificazioni)

Il pubblico professionale tedesco e internazionale di BAU premia la concretezza: prestazioni, certificazioni, schede tecniche e referenze di cantiere, non marketing. Con i competitor spesso nello stesso padiglione a pochi metri, una promessa generica vi rende indistinguibili. Niente slide vaghe, una frase chiara ripetuta in modo identico da ogni persona del team.

Settimana -3 → Stand operation playbook

Su una fiera che occupa 18 padiglioni e dura cinque giorni, il rischio è il sovraccarico e la dispersione. Definite chi fa cosa:

  • Chi presidia lo stand in prima linea e accoglie il flusso
  • Chi gestisce le demo tecniche di prodotto/sistema e i prescrittori senior che si presentano
  • Chi sta in retrovia (HQ) per avviare il follow-up già durante l’evento sui lead più caldi
  • Come ruotano i turni: a Monaco le giornate sono lunghe e la qualità delle conversazioni cala dopo poche ore, quindi pianificate la rotazione del team

Stabilite in anticipo anche come si fissano gli appuntamenti: parte del traffico migliore a BAU, soprattutto con studi di architettura e grandi imprese, si organizza prima della fiera.

Settimana -2 → Form di qualifica a 3 domande

Ogni contatto raccolto va qualificato sul momento, non “dopo”. Con oltre 180.000 visitatori in cinque giorni, il “dopo” è un magma indistinto di biglietti da visita. Le domande critiche sono solo tre, e nell’edilizia hanno un peso particolare:

  1. Ruolo nella decisione, prescrive (architetto a capitolato), acquista (impresa/rivenditore) o esplora?
  2. Timing, c’è una commessa o un progetto aperto? (gara/cantiere in corso / progettazione / a listino entro 12 mesi / esplorazione)
  3. Scala, che dimensione ha il progetto o il volume annuo dietro al contatto?

Tutto il resto, dimensione azienda, area geografica, tipo di opere, software in uso, si trova nelle 30+ fonti dati pubbliche che un buon enrichment automatico copre senza che dobbiate sottrarre tempo prezioso alla conversazione per chiederlo.

Settimana -1 → Integrazione CRM

L’errore classico: contatti su carta, foto dei badge, scansioni nell’app, e poi nessuno li riversa nel CRM. Nell’edilizia il follow-up medio parte giorni o settimane dopo l’evento, quando il prospect ha già parlato con i vostri concorrenti, che a BAU erano nello stesso padiglione.

Configurate il sistema in modo che ogni scansione, in fiera, atterri già nel CRM aziendale, con tag evento + risposte di qualifica + nota vocale del commerciale. Non in un Excel, non solo nell’app della fiera, non in un foglio “che sistemiamo al rientro”. È questo passaggio che decide se i cinque giorni di Monaco diventano pipeline o restano una pila di nominativi.

L’app ufficiale BAU conviene?

Sì, la BAU App (gratuita, di Messe München) è uno strumento utile e va installata: planimetria e mappa del quartiere, directory espositori, navigazione in fiera, programma eventi e pianificazione della visita. Su 18 padiglioni l’orientamento non è banale, e per il visitatore l’app è un ottimo strumento per non perdersi; per chi espone, aiuta a comparire correttamente nella directory e a farsi trovare.

Detto questo, va capito cosa l’app NON fa, perché è esattamente il pezzo che genera pipeline:

  • Non esporta nel vostro CRM. Contatti e preferiti vivono nell’ecosistema della fiera, non in HubSpot, Salesforce o Pipedrive
  • Non arricchisce i dati. Quello che leggete è quello che c’è: niente dimensione azienda, tipo di opere realizzate, ruolo verificato, software in uso
  • Non qualifica. Non raccoglie ruolo/timing/scala sul momento, restano contatti indistinti
  • Non manda follow-up. La sequenza post-fiera la dovete costruire voi, manualmente, dopo aver riesportato i dati
  • Non genera report executive. Al massimo un elenco di contatti salvati
  • Cambia a ogni edizione. Login, funzioni e formato dei dati non sono un sistema vostro stabile: è il loro, e la versione “BAU 2027” arriva vicino all’evento

L’app è un buon strumento di navigazione e orientamento. Come sistema di lead capture commerciale fiera → CRM → follow-up, lascia scoperto tutto ciò che trasforma il traffico in trattative. È il gap che Linkly riempie: scansione allo stand → contatto direttamente nel vostro CRM con tag evento, risposte di qualifica e nota vocale del commerciale → 6 agenti AI che arricchiscono il dato da 30+ fonti pubbliche, qualificano e innescano il follow-up personalizzato → report executive. Vedi come funziona Linkly.

Cosa fare durante i 5 giorni di fiera

Giorno 1 (lunedì 11 gennaio), apertura e calibratura

  • Briefing del team prima dell’apertura: ripassate i 3 messaggi e i ruoli. Il primo giorno serve a tarare la macchina
  • Calibratura veloce: i primi 10-15 lead servono a regolare le domande di qualifica e i tempi della demo, poi si va a regime
  • Il lunedì il flusso è già consistente ma più “esplorativo”: molti fanno sopralluogo per tornare nei giorni centrali. Catturate comunque tutto, anche chi dice “ripasso domani”
  • Debrief breve a fine giornata: cosa funziona, cosa correggere, quali lead caldi richiamare già stasera

Giorno 2 (martedì 12 gennaio), salita del traffico

  • Il flusso cresce: arrivano i profili che lunedì hanno fatto solo ricognizione e i primi gruppi di studi di architettura e imprese organizzati
  • Concentrate qui le demo di prodotto/sistema e gli appuntamenti fissati in anticipo
  • Tenete una persona in retrovia sul follow-up live: i lead caldi del lunedì vanno toccati ora, non al rientro
  • Massima disciplina sulla qualifica sul momento: il rischio dispersione sale con il traffico

Giorno 3 (mercoledì 13 gennaio), giornata di punta

  • In genere una delle giornate a più alto traffico e a più alta densità decisionale e prescrittiva
  • Concentrate qui le conversazioni di sostanza con architetti, imprese e rivenditori che hanno già una shortlist di fornitori
  • Buon momento per chiudere appuntamenti post-fiera con i prescrittori e i decisori di commessa
  • Fate un giro mirato dei padiglioni: vedete i competitor, individuate distributori e partner di integrazione e capite come vi state posizionando

Giorno 4 (giovedì 14 gennaio), consolidamento

  • Traffico ancora pieno, con conversazioni mediamente più approfondite: chi torna il quarto giorno spesso ha un obiettivo preciso
  • Dedicatelo alle trattative di sostanza e a raccogliere le richieste tecniche concrete (campioni, schede, voci di capitolato, configurazioni)
  • Verificate che ogni lead caldo dei giorni precedenti sia già nel CRM, qualificato e con il next step concordato

Giorno 5 (venerdì 15 gennaio), chiusura, meno traffico ma più qualità

  • L’ultimo giorno il flusso cala, ma chi viene è spesso molto mirato: meno curiosi, più operatori con un obiettivo definito
  • Dedicatelo a chiudere i fili lasciati aperti, raccogliere le ultime richieste tecniche e confermare i next step concordati nei giorni precedenti
  • A fine giornata l’intera base lead deve essere già nel CRM, qualificata e taggata: il follow-up parte stasera, non lunedì prossimo

Cosa fare nei 7 giorni dopo la fiera

Nell’edilizia il tempo medio tra fiera e primo contatto post-evento si misura in giorni, spesso in settimane: e le aziende che lo riducono a meno di 48 ore chiudono mediamente molto più dei competitor lenti. A BAU questo conta in modo amplificato: il vostro prospect ha incontrato decine di fornitori in cinque giorni, la sua finestra di memoria è breve, e quando si tratta di un architetto che prescrive o di un’impresa con una commessa aperta, la valutazione interna si apre subito dopo. I vostri concorrenti erano nello stesso padiglione.

Il playbook di follow-up vincente:

  1. Entro 24h, email personalizzata a ogni lead qualificato in base a ruolo/timing/scala. Niente template generico: riferimento concreto a qualcosa detto allo stand (il progetto, il sistema, il vincolo tecnico, la voce di capitolato)
  2. Entro 7 giorni, un commerciale referente assegnato a ogni lead qualificato, con un touchpoint specifico calendarizzato (sopralluogo, invio campioni, call tecnica, voce di capitolato). No batch email
  3. Entro 14 giorni, eseguire le promesse fatte allo stand (schede tecniche, quotazione, campioni, configurazione, voci di capitolato). Estraibili automaticamente dalle note vocali del commerciale se il sistema le ha registrate
  4. Entro 30 giorni, report executive su performance vs obiettivo: distribuzione per commerciale, tipo di buyer (prescrittore/impresa/rivenditore), padiglione/origine e pipeline stimata. È il documento con cui motivate al CFO il budget per tornare alla prossima edizione

Questo è il punto in cui i 6 agenti AI di Linkly lavorano al posto vostro: i contatti arrivano già arricchiti e qualificati nel CRM, le sequenze di follow-up partono da sole con il taglio giusto, e il report executive si genera senza ricostruire nulla a mano da un export.

FAQ pratiche

Quanto costa esporre a BAU 2027?

I costi ufficiali vanno richiesti a Messe München e dipendono da metratura, padiglione, tipo di stand (solo spazio vs chiavi in mano) e visibilità. A titolo puramente indicativo per una fiera mondiale di questa scala, la voce spazio parte tipicamente da diverse centinaia di euro al metro quadro, e un’uscita completa (spazio + allestimento + personale + trasferte + logistica) per uno stand medio si colloca facilmente nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Sono stime indicative, non quotazioni: chiedete il listino aggiornato all’organizzatore e ragionate sul costo per lead qualificato, non sul costo dello spazio.

Qual è il giorno migliore per presidiare lo stand?

Le giornate centrali (mercoledì e giovedì) concentrano in genere il traffico più alto e la maggiore densità decisionale e prescrittiva. Il lunedì di apertura è più esplorativo, il venerdì cala come volume ma porta visitatori molto mirati. In pratica: tutti i giorni contano, ma pianificate le demo principali e gli appuntamenti chiave nei giorni centrali.

Quando conviene che i visitatori si registrino?

Online e in anticipo, dal sito ufficiale. La registrazione anticipata è la via standard, dà il biglietto digitale (gestibile dalla BAU App) ed evita code agli ingressi. Per gli espositori, lo spazio va richiesto a Messe München con largo anticipo: BAU si tiene a gennaio negli anni dispari e i padiglioni migliori si pianificano con molti mesi di anticipo.

L’app ufficiale basta per gestire i lead?

No. La BAU App è ottima per navigazione, mappa e directory espositori, ma non esporta nel vostro CRM, non arricchisce, non qualifica e non manda follow-up (vedi sezione dedicata sopra). Per trasformare le scansioni in pipeline serve un sistema fiera → CRM → follow-up come Linkly.

Qual è l’alternativa alla raccolta lead su carta o foto dei badge?

Carta e foto dei badge sono il modo più sicuro per perdere contatti: nessuno li riversa nel CRM in tempo utile e la qualifica sul momento sparisce. L’alternativa è catturare allo stand con scansione che atterra direttamente nel CRM, con tag evento, risposte di qualifica e nota vocale, e arricchimento automatico del dato. Così il follow-up parte entro 24h invece che dopo settimane, mentre la valutazione del prospect, capitolato o commessa, è ancora aperta.


Pagina aggiornata in vista dell’edizione 2027. Per informazioni ufficiali e iscrizione espositori/visitatori fate riferimento al sito bau-muenchen.com.

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